Vietare il velo integrale in luoghi pubblici, uffici, scuole e università. La proposta di legge di Fratelli d’Italia, presentata alla Camera, interviene su niqab e burqa e prevede il divieto “di indumenti che coprano il volto delle persone, di maschere o di qualunque altro mezzo” che rendano “difficoltoso il riconoscimento della persona”. Secondo la deputata di Fdi Sara Kelany, firmataria della proposta insieme al capogruppo Galeazzo Bignami e a Francesco Filini, la misura “serve a contrastare la nascita di enclave, contro-società in cui si applica la legge sharitica e non l’ordinamento italiano, e dove prolifica il fondamentalismo islamico”. In caso di violazioni, il testo impone sanzioni amministrative da 300 a 3mila euro.

Sulla proposta è intervenuto l’imam Massimo Abdallah Cozzolino, che a LaPresse ha sottolineato che misure analoghe già esistono: “Vietare il velo integrale – che non equivale a vietare il velo in sé – può rientrare in una logica di tutela della sicurezza. Ma una normativa in tal senso esiste già, quindi mi chiedo quale sia l’effettiva utilità di questa proposta, pur ammettendo di non conoscerne i dettagli”. E specifica: “Non sono contrario a misure che tutelino la sicurezza pubblica, ma mi oppongo a qualsiasi iniziativa che rischi di colpire l’identità religiosa di una comunità”. In effetti In Italia c’è già una legge, del 1975, che vieta di coprirsi completamente il volto nei luoghi pubblici, e che pur non facendo direttamente riferimento al burqa, comprende di fatto qualunque indumento o strumento non renda riconoscibili.