Il “liceo che vorrei“ prende forma. In attesa di sapere dove gli studenti del Golgi frequenteranno le lezioni, mentre tutto tace, il comitato “Nuovo liceo-zero amianto“, costituito dopo quanto accaduto il 23 marzo scorso - quando sono state disperse polveri di amianto durante i lavori di ampliamento dell’ascensore - ha messo su carta un nuovo edificio per il liceo. "A settembre molto probabilmente si rientrerà in classe - ha detto il docente Salvatore Salzano - perché sono state fatte bonifiche, controlli, ma l’edificio è stato realizzato 50 anni fa e potrebbe sempre aver bisogno di lavori improvvisi. Perché non demolirlo e costruirlo di nuovo?".
È da tempo che Broni aspetta un liceo senza amianto, un’infrastruttura in grado di garantire un’offerta formativa pubblica sicura, moderna e adeguata alle esigenze della comunità scolastica. È nato così “Il liceo che vorrei“, elaborato nel 2025 dalla comunità scolastica per rappresentare le reali esigenze degli studenti e del personale, presentato a gennaio alle istituzioni. L’edificio di tre piani dovrebbe estendersi su 5mila metri quadrati, più altri 600 per la palestra. All’interno aule, laboratori, sale docenti e per il ricevimento dei genitori, un’infermeria che potrebbe diventare lo spogliatoio per il personale Ata e un’aula magna che potrebbe essere utilizzata come auditorium dal Comune. Il nuovo liceo dovrebbe sorgere nello spazio antistante le attuali medie.












