“Credevo che il mio matrimonio funzionasse, anche se mio marito Gianluca da mesi stava vivendo un momento negativo per colpa del suo lavoro. Invece una telefonata mi ha aperto gli occhi e mi ha cambiato la vita. Giulia, la mia vicina di casa, con una voce incerta, quasi in difficoltà, come se non fosse sicura di fare la cosa giusta, mi ha detto che da settimane vedeva una donna entrare a casa mia la mattina, quando io ero al lavoro. E che aveva deciso di avvisarmi proprio quel giorno perché aveva visto mio marito e lei baciarsi in giardino. Sono rimasta basita, non riuscivo a credere a quello che stavo sentendo”. A raccontarlo è Silvia G., 42 anni, che vive in provincia di Roma e lavora in una farmacia. “Ero andata via da Roma per seguire mio marito, per costruire una vita insieme nel suo paese d’origine. Non è una realtà che mi è mai appartenuta davvero, ma l’ho fatto per amore. E ora mi ritrovo qui, senza punti di riferimento, a dover capire se anche il mio matrimonio è stato una scelta sbagliata”.
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Un trasferimento per amore
“Gianluca l’ho conosciuto a Roma, anni fa. Mi sono innamorata del suo modo di fare, della sua energia, della sua capacità di vedere possibilità dove io vedevo solo limiti. Quando mi ha proposto di trasferirci nel suo paese d’origine, ho accettato senza pensarci troppo, convinta che l’amore bastasse a compensare tutto il resto. All’inizio è stato un cambiamento gestibile, poi però mi sono accorta che la mia vita si era ristretta. Qui non ho le mie amicizie storiche, non ho i miei punti di riferimento, tranne Giulia, la vicina con cui ho costruito un rapporto sincero. Negli ultimi mesi però il mio matrimonio ha iniziato a incrinarsi. Gianluca fa il fotografo freelance e sta attraversando un periodo complicato: alcuni clienti non lo hanno pagato e questo lo ha messo in forte difficoltà economica. Io ho cercato di aiutarlo, anche materialmente, ma lui ha vissuto tutto questo come una ferita al suo orgoglio. Non voleva dipendere da me, non voleva sentirsi in debito. Da lì è diventato più nervoso, più chiuso, meno presente. Diceva che era solo una fase, ma io vedevo che tra noi qualcosa si stava allentando giorno dopo giorno”.






