Gli affari05 luglio 2026 alle 00:34Commercianti schierati contro la data di avvio e la concorrenza del web
Le vetrine si sono riempite di cartelli rossi e percentuali in ribasso, ma l’entusiasmo dei commercianti è tutt’altro che alle stelle. Da ieri hanno preso il via in Sardegna i saldi estivi 2026, destinati a durare sessanta giorni. Se per i clienti rappresentano l’occasione di risparmiare, per molti esercenti del centro di Cagliari sono invece uno strumento sempre meno efficace, penalizzato da un calendario ritenuto sbagliato e da un mercato considerato ormai senza regole.
«I saldi? Un disastro». È il commento, quasi unanime, raccolto tra i negozi del capoluogo. Il principale bersaglio delle critiche è la data di avvio: «Parliamo di saldi di fine stagione quando l’estate è appena iniziata», osservano diversi commercianti. A pesare, spiegano, sono anche la concorrenza dei colossi online e della grande distribuzione, dove promozioni e sconti si susseguono durante tutto l’anno.
La polemica
Per Paolo Angius, commerciante di via Garibaldi, il saldo continua ad avere un senso, ma solo a determinate condizioni. «Funziona nei negozi che negli anni si sono costruiti un rapporto di fiducia con i clienti, dove si sa che gli sconti sono reali. Ma resta un’arma a doppio taglio». Lo spostamento della data in avanti? «Bene, ma il mese precedente molti clienti rinviano gli acquisti aspettando gli sconti. Il rischio è quello di allungare ulteriormente il periodo di difficoltà. Riusciremmo a resistere?». Secondo Angius, il nodo principale resta però la mancanza di regole. «Dopo la liberalizzazione il mercato è rimasto senza controlli. Tra saldi, pre-saldi e promozioni continue il cliente non riesce più a capire quale sia la vera convenienza. Così si finisce per danneggiare tutti e accelerare la desertificazione commerciale dei centri storici. È la fine del commercio».












