Le celebrazioni del 4 luglio negli Stati uniti cominciano con un bollettino di temperature estreme sulla Costa orientale – Atlantic City: 39,5 gradi, Philadelphia e Washington: 38, e così via nel certosino elenco stilato dal New York Times – e di eventi cancellati. A partire dalla Indipendence Day Parade a Washington, che sarebbe dovuta cominciare alle 10:30 locali. In compenso, sfilano davanti Campidoglio i suprematisti bianchi di Patriot Front con i volti coperti da passamontagna altrettanto bianchi ed evocativi del colore preferito del Kkk, sventolando bandiere confederate e urlando la loro promessa: «Combattere fino alla vittoria», «Riprendiamoci l’America» (in altre occasioni le loro marce sono state accompagnate anche da «Sieg Heil»).

LA STATE FAIR che Donald Trump ha fatto allestire lungo il National Mall, che il giorno precedente era stata chiusa per alcune ore sempre a causa del caldo, ritarda l’apertura di un paio d’ore. Da Philadelphia – la città della dichiarazione d’Indipendenza – a Baltimore e New York altri eventi legati al 250ennale vengono cancellati.

Il discorso di Trump nella capitale (annunciato dalla promessa che sarà «il più strepitoso discorso di Trump di tutti i tempi», con tanto di 850.000 fuochi d’artificio) si terrà con temperature più clementi, alle 22:30, troppo tardi per noi. Ma il presidente ne aveva già declamato uno la notte precedente in South Dakota, alle sue spalle il Mount Rushmore sul quale sostiene, già dal 2020, di voler aggiungere il suo volto al fianco di quelli di Washington, Jefferson, Teddy Roosevelt e Lincoln.