Ehi voi, patrioti Usa: è ora di salvare l’America dai comunisti. Dai «malvagi» e dai «senza Dio». Da chi vuole togliervi le armi e la libertà. È un eterno 4 luglio da quando Donald Trump è diventato presidente. Gli Stati Uniti hanno compiuto 250 anni tondi e festeggiato la loro dichiarazione d’indipendenza mentre il repubblicano è in carica. Il tycoon ha trasformato la ricorrenza in una nuova chiamata alle armi per l’esercito personale dei suoi sostenitori.

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Nel posto in cui l’America è forse più America che in qualsiasi altro punto e angelo del paese, al Mount Rushmore, il presidente ha agitato mani e parole sul palco davanti una folla estasiata, mentre alle sue spalle rimanevano impassibili i volti di alcuni dei suoi predecessori: Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, divenuti sfondo e scenografia del suo ultimo spettacolo. In maniera incessante, gli elicotteri dei servizi di sicurezza sorvolavano le loro teste mentre fulmini e temporali grondavano dal cielo. A qualcuno, i chicchi di grandine sotto gli occhi dei padri fondatori sembravano lacrime versate per il triste show. Di Trump e dell’America oggi. Tra quei volti vorrebbe esserci anche lui: lo dice il video prodotto dall’Ia che ha diffuso sui social, immagini in cui appare anche la sua faccia tra quella degli uomini che hanno fatto l’America.