L’anniversario05 luglio 2026 alle 00:34Salta la parata per il troppo caldo A New York anche nave Vespucci
Washington.
I toni di riconciliazione e unità, tipici del 4 luglio, finiscono in soffitta nella narrativa di Donald Trump, già in modalità elettorale per le midterm di novembre. Il tycoon, all’iconico Mount Rushmore, in South Dakota, ha esortato gli americani a tutelare le libertà immaginate 250 anni fa dai padri fondatori della «più grande Repubblica» mai creata, difendendole da quella che descrive come la minaccia «comunista» rappresentata dai Democratici progressisti e «dei nuovi arrivati nel nostro Paese», che, attaccando la «nostra identità», dovrebbero essere espulsi. Un collegamento tra la retorica anticomunista e i temi contro l’immigrazione che ha sostenuto la sua rielezione del 2024, ma che ignora le parole di Leone XIV che, orgoglioso delle sue origini, si sente «figlio di una grande nazione plasmata dagli immigrati».
Il discorso
In vista del voto di novembre, il tycoon ha ripreso un tema su cui sta insistendo: dipingere i democratici progressisti come comunisti che rappresentano una minaccia esistenziale per l’America. Il suo intervento è maturato poche ore dopo quello per i 250 anni della Nazione del socialista democratico Zohran Mamdani, sindaco di New York, a favore degli immigrati, interpretato come una critica aperta a Trump e al suo movimento “Maga”. Alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza e sotto lo sguardo severo dei quattro leggendari presidenti Usa scolpiti nel granito (George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt), The Donald ha tracciato i temi del suo discorso serale del 4 luglio sul National Mall, che annuncia fluviale, in una Washington stretta dal caldo afoso che ha costretto a cancellare la grande parata. Nei giorni scorsi l’evento è stato presentato come «il più spettacolare comizio di Trump di sempre», arricchito da sorvoli militari e da spettacoli pirotecnici «eccezionali».











