Un’immensa bandiera rosso fuoco con impressa l’aquila a due teste sovrasta piazza Skanderbeg baciata dal sole del tramonto, mentre decine di migliaia di albanesi si riversano per le strade di Tirana in risposta alla chiamata nazionale. Tutto è iniziato con un video pubblicato a maggio e diventato virale, che mostra una guardia di sicurezza privata trascinare via con violenza un attivista dalla riserva naturale di Vjosa-Narta, a Zvërnec. Il giovane si era opposto all’installazione di un recinto, ritenuto il primo passo di un progetto di sviluppo turistico legato al resort di lusso che Jared Kushner, genero di Donald Trump, vorrebbe costruire sull’isola di Sazan.

Oggi è il trentacinquesimo giorno di quella che è stata soprannominata «la rivolta dei fenicotteri», il luogo e l’orario del raduno sono sempre gli stessi: «Ci vediamo in piazza dell’Opera alle 19 e non tardare» precisa l’attivista Jurgen. Vive a Tirana da più di dieci anni e scende in strada ogni giorno, come ormai da maggio fanno tutti in città. Il tramonto ha il sapore acre di una rivoluzione.

LA PIAZZA CONTINUA a riempirsi di persone provenienti da ogni angolo del paese. Questo sabato alla chiamata hanno risposto anche dall’estero: sono gli albanesi della diaspora giunti in massa da ogni parte di Europa: Italia, Grecia, Ungheria, Germania…Per ironia della sorte a palazzo Kryeministrisë si festeggia il compleanno del primo ministro Edi Rama e come regalo i manifestanti chiedono le sue dimissioni.