A Vingegaard il primo round su Pogacar ma ottime risposte da Ayuso, Seixas, del Toro, Lipowitz e Tiberi in chiave classifica generale. Due sentenze: Evenepoel fallisce, Bernal già fuori dai giochi con oltre 8 minuti di ritardo.
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La neo TTT di Barcellona alla Grande Dèpart del Tour de France ha aperto il più importante GT del circuito con diverse indicazioni, che non riguardano solamente i primi della classe e i loro eventuali avversari, ma anche in chiave di squadre. Dopotutto era una cronosquadre, anche se i tempi e i nuovi regolamenti hanno ribaltato un po' le dinamiche di corsa e, soprattutto la prima classifica generale. Dove c'è chi ha già pagato parecchio e chi, a mezza sorpresa, ha dato conferme entusiasmanti.
Dopo solo 20 chilometri, una certezza c'è: anche quest'anno l'ASO ha centrato l'obiettivo numero uno, fare e dare spettacolo dalla prima pedalata. Tante le voci, i pareri e le considerazioni sulle nuove regole che hanno regalato a tutti divertimento e tensione, risolta poi sul filo dei secondi. Ci sono stati i migliori a raccontare una storia, ma ci sono stati anche i cosiddetti gregari a scriverne un'altra, e il gruppo squadre a narrarne un'altra ancora. Per il momento, dunque, oltre a Vingegaard, ha vinto lo spettacolo. Primo round a Vingegaard su Pogacar: ma chi delude è Evenpoel Sul fronte dei singoli, perché i tempi di ognuno mai come in questa edizione ha avuto un peso specifico enorme in chiave classifica generale, la conferma è arrivata da Jonas Vingegaard che ha mostrato una forma top, esprimendo potenza estrema nella parte più impegnativa del tracciato. Il primo round di una sfida che durerà tre settimane e 21 tappe, è andata al danese e non era cosa scontata: scontato era vedere trionfare in un modo o in un altro Tadej Pogacar. Che invece ha pagato pegno, arrivando addirittura terzo, dietro ad uno stratosferico Filippo Ganna a lungo col miglior tempo assoluto. Tra i big manca Remco Evenepoel e questa è una seconda certezza: il belga ha fallito, senza scuse, presentandosi alla prova tra le sue favorite, con una super bici lavorata su misura ma senza quella potenza che tutti si attendevano e finendo lontano, a 19 secondi che per chi è campione dl mondo in carica, rappresenta una eternità. Peggio di lui, e già fuori da tutti i giochi dopo solo 20 km, Egan Bernal che ha pagato oltre 8 minuti.












