“Acesti” di Euripide è al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei, terzo appuntamento del Pompei Theatrum Mundi di Roberto Andò, spettacolo atteso dopo il debutto siracusano per il ciclo che ogni anno l’Inda, Istituto del Dramma Antico, costruisce con gran successo di pubblico per affermare la forza d’evocazione del meraviglioso teatro e l’importanza di non smettere mai di ritrovarsi a frugare fra le parole antiche da recitare ancora dando loro e ricevendone forza. “Alcesti” è in scena ancora questa sera, sabato 4 luglio, e domani (domenica) a Pompei. Spettacolo coprodotto con il Teatro Stabile del Veneto e firmato per la regia da Filippo Dini e forte della traduzione di Elena Fabbro. Con protagonisti Deniz Ozdogan (Alcesti), Aldo Ottobrino (Admeto) e Filippo Dini (Ferete). E musiche di Paolo Fresu, scena di Gregorio Zurla, costumi di Alessio Rosati, disegno luci di Pasquale Mari.

Grande testo d’enigmi, iperbole d’amore, conquista d’amicizia non dimenticata, rispetto per la sacralità dello straniero ospite sempre onorato, conquista della vita a caro prezzo, dispetto delle regole d’affetto, dolore che s’interseca al sorriso a fare vivo quel teatro cupo delle vendette e delle gelosie delle leggende eroiche. Che con il passare dei secoli non hanno reso migliori le immagini degli uomini di un tempo, se oggi come ieri le loro azioni restano vigliacche, tanto che nemmeno le parole di circostanza per dichiarazioni di amore eterno sembrano possibili e bisognerà collocare al centro dell’azione il gran motore femminile per fare impennare storie e emozioni.