"Da meridionale ho sempre visto Napoli come la 'capitale del regno', con un certo rispetto e sudditanza. Papà, poi, era ferroviere con la passione per il teatro e con lui da bambino vidi per la prima volta Eduardo a Bari in Sabato, domenica e lunedì. Ma anche papà recitava, in una compagnia di filodrammatici, e a 7-8 anni ero il ragazzino che portava il pollo in Filumena Marturano". Quella di Sergio Rubini e i De Filippo è una storia iniziata presto, in cui vita personale e amore per la scena si sono intrecciati più volte. "Negli anni '70 - prosegue l'attore e regista in una conversazione con l'ANSA - rividi ancora Eduardo in una farsa di Scarpetta. C'era anche suo figlio Luca, giovanissimo. Lì rimasi folgorato". Una carriera e una galleria di titoli più tardi, Rubini i De Filippo - Eduardo, Titina e Peppino - li ha raccontati al cinema e ora, quasi a chiudere un cerchio, li porta in teatro con I fratelli De Filippo, appunto, spettacolo tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso (ed. Minimum Fax), che firma insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini, al debutto al Mercadante di Napoli il 5 e 6 luglio per il Campania Teatro Festival.
"Negli anni Ottanta - prosegue Rubini - mi colpì molto quando il regista Tato Russo mi raccontò che ogni giorno a Napoli dal portone di casa del grande Eduardo Scarpetta usciva un cameriere con un vassoio di cibo per casa dei De Filippo, suoi figli illegittimi e mai riconosciuti. Poi ho letto tanti libri su di loro, tutti molti specifici. Ma quello di Giammusso racchiude tutto. È anche un libro su Napoli, sulla napoletanità e sulle sue contraddizioni. Soprattutto, ti fa innamorare di Eduardo. Si dice sempre 'Peppino è il più bravo'. Ma quando leggi la loro storia, capisci che per diventare Eduardo, per diventare uno scrittore, un drammaturgo, per passare alla storia, ci vuole tutto il suo percorso, anche doloroso". Coproduzione Teatro Stabile di Catania, Best Live e Fondazione Campania dei Festival, in tournée da novembre (tappe a Palermo, Napoli, Torino, Marcianise, Lecce, Taranto, Bari, Agrigento, Messina, Catania, Reggio Calabria), lo spettacolo si concentra sugli anni giovanili e quel momento d'oro, dal 1931 al 1944, quando sotto l'insegna della Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, conquistarono i palcoscenici di tutta Italia. "Volevo raccontare il trio, come fossero i Beatles", spiega Rubini che si è ritagliato una serie di piccole parti, come il narratore ispirato alla scena del caffè sul balcone in Questi fantasmi. Al suo fianco, Susy Del Giudice e Marianna Fontana e poi Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa D'Auria, Simone Borrelli, Emanuela Saccardi, su musiche di Nicola Piovani.







