Il 27 novembre alle sette di sera Carolina Rosi e la compagnia De Filippo sono andati in scena al San Ferdinando di Napoli, il teatro di Eduardo, in camerino ci sono ancora i suoi vestiti così piccoli. Carolina e la compagnia hanno portato in scena “Non ti pago!” di Eduardo, ultima regia di suo figlio Luca De Filippo che dovette interrompere le repliche, dieci anni fa, perché si scoprì malato quando ormai alla malattia non c’era rimedio. Carolina era con lui il giorno in cui morì, pochi mesi dopo, come era sempre stata con lui da quando si erano incontrati, e lui con lei. Stare insieme non significa solo esserci fisicamente, significa esserci. Era il 27 novembre, come ieri. Ieri, dieci anni dopo, gli applausi e le lacrime e il pubblico in piedi del San Ferdinando erano per tutti, per Luca, per Salvo Ficarra formidabile, ma soprattutto, io credo, per lei. In scena da protagonista, anima e motore di ogni cosa. Applausi delle maestranze e dei tecnici del teatro, oltre che del pubblico. Carolina ama il teatro riamata, è una donna di una generosità e di un’ostinazione pari forse solo alla sua leggendaria franchezza. Ed è un’attrice pazzesca. Il 27 ottobre dell’anno scorso eravamo a Milano, insieme in scena al Piccolo con L’Origine del Mondo di Lucia Calamaro. Dopo la replica, era venuta a vederci Ornella Vanoni, siamo andate insieme tardissimo nel ristorante preferito di entrambe e lì lei ci ha detto: io l’anno prossimo questo stesso giorno voglio essere in scena con lo spettacolo di Luca. Voglio celebrarlo in teatro, non con le parole o le cerimonie. Voglio riallestire “Non ti pago!”. Naturalmente erano mesi che ci pensava. E ci disse di aver pensato a Salvo Ficarra per il ruolo di Luca. “Salvo è stupendo. Vabbè non è napoletano, è siciliano. È stupendo lo stesso”. Ho visto riallestire la compagnia, la gioia e le fatiche, so quanto è costato, ieri ho letto che la critica, con lei sovente sdegnosa, le ha messo 9. Abbiamo riso. Beato chi conosce l’artista della vita che sei.
Il regalo di Carolina per Luca
In scena al San Ferdinando “Non ti pago!” di Eduardo









