TREVISO - Commedia borghese con sfumature che richiamano atmosfere cechoviane, "Sabato, domenica e lunedì" è una delle opere più rappresentate di Eduardo De Filippo - non solo a teatro, ma anche con adattamenti televisivi (dello stesso Eduardo, ma poi anche di Paolo Sorrentino e Massimo Ranieri) e con il film diretto da Lina Wertmüller che vedeva Sophia Loren nei panni di donna Rosa.

Luca De Fusco ha voluto riportarla in scena con un allestimento in cui «la conclusione lieta sembra la meno agrodolce, la più sinceramente solare», che approda al Teatro Del Monaco di Treviso da oggi (8 gennaio) all'11 gennaio (info www.teatrostabileveneto.it). Nel testo - per usare le parole dello stesso Eduardo - «c'è un fermento contestatario, un'anticipazione dell'avvento del divorzio in Italia, una apparente fusione di finti rapporti cordiali in una famiglia in cui convivono i rappresentanti di tre generazioni». Eppure nella lettura di De Fusco, che sceglie comunque di restituire l'opera nella sua integrità, «la lieta riconciliazione di Rosa e Peppino ci commuove oggi forse più di ieri, perché evidenzia la capacità di questa grande famiglia di comporre i conflitti».

Se il focus di "Sabato, domenica e lunedì" (scritta nel 1959) è il conflitto domestico tra marito e moglie, tanto che a suo modo anticipava l'avvento del divorzio in Italia, per De Fusco è anche un ritratto di un mondo capace di lavorare sulla mediazione e sugli equilibri. «Appena esplode un temporale - osserva il regista - zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare e i figli, invece di mostrare traumi che si trascineranno per il resto dei loro giorni (come saremmo portati a pensare oggi), sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori. Tutti poi sono molto attenti a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata». Insomma, la famiglia De Piscopo «è una vera famiglia - chiosa ancora il regista - compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove anche perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne, com'è giusto che sia, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore e ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio, che non abbiamo ancora ritrovato».