La rivolta nel carcere di Enna era nell'aria. Lo dicono gli operatori penitenziari e i tanti civili che ci lavorano. La tensione è cresciuta esponenzialmente nei mesi, alimentata dai tanti sequestri di cellulari e droga introdotti all'interno dell'istituto. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in un carcere sovraffollato e vecchio, tanto che sono stati già stanziati i fondi per la ristrutturazione, sarebbe stato il tilt di una centralina telefonica. I temporali dell'ultima settimana e un fulmine che tre giorni fa ha colpito l'impianto hanno fatto saltare il tappo in quella che da mesi appare una polveriera. I detenuti negli ultimi giorni non hanno potuto comunicare con le famiglie e questo per chi è ristretto diventa un motivo di tensione. Così stamane, nonostante la linea telefonica fosse stata già ripristinata, è esplosa la rivolta. Erano le 11 e poco prima gli agenti avevano scoperto telefoni cellulari, introdotti illegalmente dentro l'istituto, e una partita di droga. I detenuti hanno conquistato il vecchio padiglione, praticamente quasi tutto l'istituto penitenziario, che ha un'ala vecchia e mal messa, tre piani di celle, alcune delle quali non hanno ancora la doccia, e il nuovo padiglione, costruito su una struttura che era rimasta abbandonata e che ospita ora i carcerati protetti. I rivoltosi hanno distrutto le telecamere di sorveglianze interne che monitorano i piani e devastato intere celle. Ore di tensione e nel tardo pomeriggio l'intervento degli agenti del Gio, gruppo intervento operativo di Catania e di altre forze giunte da altre carceri. Otto le persone arrestate.