Condannato a 6 anni per aver commissionato a due giovanissimi di rapinare all’uscita dalla rivendita la dipendente di una tabaccheria di cui era cliente. E’ questa la pena inflitta dal gup Carlo Protano nel processo abbreviato a Francesco Paolo Di Sibbio, cinquantenne foggiano, reo confesso (riarrestato ieri dopo l’inchiesta della procura dauna sulla truffa lungo l’asse Foggia Napoli e collocato ai domiciliari).

Il pubblico ministero Roberto Galli chiedeva 8 anni di reclusione; il difensore avvocato Umberto Bulso una pena ridotta al minimo considerata la confessione resa. Il coimputato Miguel Merzheku diciannovenne di Lucera residente a borgo Cervaro, dopo il no al patteggiamento a 22 mesi, è stato rinviato a giudizio e sarà giudicato con rito ordinario: è difeso dall’avvocato Leonardo Roberto. Nell’inchiesta è coinvolto anche un minorenne.

Franbcesco Paolo Di Sibbio fu arrestato lo scorso aprile su ordinanza cautelare e inizialmente portato in carcere; mentre a Merzheku venne imposto l’obbligo di firma. Dopo pochi giorni in cella e la confessione nell’interrogatorio di convalida, Di Sibbio ottenne i domiciliari.

I fatti risalgono alla mattina del primo settembre 2025. La vittima percorreva via Santa Maria della Neve (la strada che immette nell’isola pedonale di piazza Umberto Giordano), quando all’angolo di via Barra fu aggredita da due persone che le misero una mano in bocca per impedirle di gridare e chiedere aiuto, trascinandola a terra e strappandole la borsa con l’incasso della rivendita dove lavora: bottino poco meno di 4mila euro.