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Otto anni e 6 mesi di carcere inflitti in abbreviato a Giuseppe Giaquinta, l'assistente capo della Polizia penitenziaria di Crotone sospeso dal servizio, che è stato riconosciuto responsabile di infedeltà per aver ricevuto denaro dai detenuti in cambio di favori da garantire a loro. E 1 anno e 8 mesi di reclusione (sospesi) comminati a Roberto Foglia per induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso con Giaquinta nello stesso processo svoltosi col rito alternativo. Inoltre, 13 indagati sono stati rinviati a giudizio. Per loro il dibattimento inizierà l'11 novembre al Tribunale di Crotone. Invece, è stata prosciolta Veronica Fazio (difesa dall'avvocato Vittorio Gangale). Mentre Giuseppe De Leo ha patteggiato 1 anno e 3 mesi convertiti in 900 ore di lavori di pubblica utilità. Queste le decisioni disposte ieri dalla giudice per le udienze preliminari Elisa Marchetto, sull'inchiesta della Procura di Crotone sulle presunte condotte corruttive messe in atto da Giaquinta. Che – come si ricorderà – fu arrestato il 18 dicembre 2025 dalla Squadra mobile con l'accusa di aver agevolato, negli anni 2022-2025, l'introduzione nel carcere di Crotone di microcellulari, smartphone e pacchi fino a concedere colloqui aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti e soffiate su indagini in corso.