Benito Palumbo, 39 anni, ritenuto vicino alla “Società foggiana”, era stato fermato in flagranza il 17 marzo 2026. La pena è stata concordata tra difesa e Procura e convalidata dal gup

Giovedì 04 Giugno 2026, 16:59

Ha patteggiato 2 anni e 2 mesi che sconterà in detenzione domiciliare Benito Palumbo, 39 anni, legato alla “Società foggiana”. Fu arrestato in flagranza il 17 marzo 2026 perché trovato in possesso di una pistola calibro 9, che consegnò spontaneamente a poliziotti e carabinieri che bussarono nel suo appartamento al palazzo ex Onpi di corso del Mezzogiorno per eseguire una perquisizione. La proposta di patteggiamento concordata tra difensore e Procura è stata ritenuta congrua dal gup. L’imputato ha ottenuto il beneficio di scontare la pena in detenzione domiciliare. Interrogato dal gip all’indomani dell’arresto in flagranza, Benito Palumbo si avvalse della facoltà di non rispondere alle domande senza spiegare quindi come fosse entrato in possesso e perché custodisse una pistola con colpo in canna e altri 6 proiettili nel caricatore.

Il nome di Benito Palumbo compare in tre inchieste sulla mafia del pizzo. Fu arrestato da incensurato il 14 febbraio 2018 perché accusato di tentata estorsione a un ristoratore e al titolare di una discoteca “invitati” a pagare con queste frasi: “tu se l’unico a Foggia a non fare il regalo”; “bisogna mettersi in regola, tutti lo stanno facendo”. Nuovo arresto il 27 maggio 2018 nel blitz contro 8 foggiani accusati di 2 estorsioni aggravate dalla mafiosità a un barista e un autodemolitore, con condanna a 8 anni in primo grado, ridotta a 5 in appello. Fu quindi riarrestato nel blitz “Decimabis” del novembre/dicembre 2020 quando vennero spiccate 44 ordinanze cautelari. Accusato di mafia quale affiliato alla “Società” con il compito “di supportare il sodalizio nella fase esecutiva dell’attività estorsiva, con riferimento alla richiesta e riscossione delle tangenti e alla consegna dei proventi destinati a mantenere gli associati”, Palumbo fu condannato in primo grado a 8 anni, ridotti a 5 in appello: pende il ricorso in Cassazione. Per “Decimabis” fu scarcerato nell’estate 2025 dopo aver quasi interamente espiato la pena.