FinzioniSegui Domani su Google04 luglio 2026 • 13:51C’è un dato cruciale dell’approccio di Ernaux a ogni forma culturale inclusa nei suoi libri. Non c’è mai snobismo, ma una tensione verso qualcosa che la riguardi e che si connetta con la dimensione collettiva umana del suo tempoQuesto articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicolaHo dedicato i mesi tra gennaio e agosto del 2025 alla lettura dell’intera opera di Annie Ernaux fino ad allora tradotta in italiano. Il mio francese povero, rimasto orfano dopo qualche anno di infanzia belga, mi ha impedito di leggere queste milleduecento pagine in lingua originale, col risultato che non conoscere a sufficienza la lingua in cui questi libri sono stati concepiti e scritti non mi era mai dispiaciuto tanto come questa volta. Ho iniziato da Il posto, in cui l’autrice racconta la stoGiulia CavaliereCritica musicale, giornalista e selezionatrice di suoni, collabora con la sezione spettacoli del Corriere della Sera, con Rolling Stone Italia ed Esquire; in passato ha lavorato a Linus e a IL del Sole 24 Ore. Ha scritto e condotto il programma musicale “Souvenir” per Rete Due di RSI, la radio della Svizzera Italiana ed è stata la critica musicale di Extra Factor (il dopo X Factor) nel 2019; per minimum fax ha pubblicato “Romantic Italia – Di cosa parliamo quando cantiamo d’amore”.
Canzoni senza vergogna: Annie Ernaux e la musica
C’è un dato cruciale dell’approccio di Ernaux a ogni forma culturale inclusa nei suoi libri. Non c’è mai snobismo, ma una tensione verso qualcosa che la riguardi e che si connetta con la dimensione collettiva umana del suo tempo






