Un memoir fotografico ripercorre le molte trasformazioni e le scelte controcorrente di Lennox

di Manuela Cerri Goren

Un’artista unica e tagliente, addirittura “feroce”, come si definiva lei stessa negli anni 80. Quando Annie Lennox è diventata, insieme a Dave Stewart, il duo Eurythmics, cambiando profondamente la moda e l’immagine di quegli anni. Prima come metà del duo, poi come solista poliedrica (si trasformò anche in Freddie Mercury per cantare Under Pressure con David Bowie) e infine con l’ingresso nell’attivismo. Sposata tre volte, due figlie (Lola e Tali) avute con il secondo marito – il produttore Uri Fruchtmann –, Lennox è orgogliosa dei suoi 70 anni.

Filo di perle al collo, pantaloni neri e maglia della stesso colore con la scritta Global Feminist, mentre parla del memoir visivo Retrospective (Rizzoli), dimostra tutto il suo senso dell’umorismo. “Adoro le fotografie”, dice, “e in questo libro ce ne sono più di 200, vanno dall’infanzia a oggi e raccontano la mia evoluzione, le trasformazioni... Parlano più delle parole”. Senz’altro lo fa lo scatto di copertina, con Annie ai tempi di Sweet Dreams: completo maschile e capelli cortissimi color arancio che fanno risaltare gli occhi blu. “La scelta non è stata semplice: c’erano molti altri ritratti, ma per me non funzionavano”. Ha sempre curato ossessivamente il proprio look: “Non mi sarei mai presentata sul palcoscenico in T-shirt e jeans. Ho sempre cercato un’immagine forte e radicale, maschile e femminile insieme. E questa foto è perfetta, perché anticipa il tipo di performer che sarei diventata”.