Romina Power, ospite dell’ultima puntata di “Supernova” il podcast di Alessandro Cattelan, si è raccontata tra pubblico e privato, presentando il suo nuovo libro “Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita”. “Sono nata a Los Angeles, poi quando i miei hanno divorziato mi hanno mandata da mia nonna in Messico, – ha ricordato la cantante – insieme a mia sorella ci hanno mandate in un collegio di suore. Mi hanno chiamata Romina perché i miei si sono sposati a Santa Francesca Romana, a Roma, nella chiesa. L’hanno cambiato in Romina, l’hanno inventato loro. A me piaceva essere l’unica, adesso non lo sono più (…) Dopo un paio d’anni mia madre si è risposata e ci hanno spostato nel collegio a Roma, quindi a 8/9 anni sono approdata a Milano”.
“Sono tornata a Roma per una vacanza e sono stata risucchiata dal cinema, – ha ricordato – ho iniziato a lavorare a 13 anni con Tognazzi. Mi ha trovato un talent scout una sera che ero andata a ballare. Mi hanno offerto un contratto per il film, e da lì un film dopo l’altro”.
Romina racconta la scomparsa di sua figlia Ylenia, il momento più difficile della sua vita: “Nella vicenda più spiacevole, la scomparsa di un figlio, è stata la spiritualità ad aiutarmi. In quel momento preciso è stato recitare il rosario. Lo facevo tutti i giorni, mi dava calma interiore. Poi è stato il buddismo a darmi la serenità. È stato grazie al buddismo che nel 2013 sono tornata a cantare con Al Bano, altrimenti io lui non lo volevo né vedere né sentire”.







