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Ultimo aggiornamento: 13:23
Chi mi conosce, tra amici e colleghi, sa che non racconto mai dei miei incontri con gli artisti, specie quando poi inevitabilmente sfociano nel privato. I ricordi rimangono nel mio cuore. Passano gli anni e anche i certi aneddoti si affievoliscono, ma le sensazioni positive rimangono sempre. Stamattina mia madre mi ha detto “ricordi quando Ornella ti asciugò i capelli?”. E all’improvviso è tornato tutto vivido nella memoria: chissà perché lo avevo archiviato?
Andiamo con ordine: il mio primo “incontro” con la grande artista è stato telefonico, avevo solo 24 anni (oggi ne ho 48), neo laureato e praticante in un grande sito. Di quella telefonata ricordo un po’ l’emozione da parte mia, ma dall’altra parte del telefono c’era Ornella, disponibile, sintetica ma dolce. Ero incredulo, avevo parlato con l’artista che ascoltavo da piccolo con mia madre, che metteva in macchina tutte le sue cassette, mentre a casa avevamo tutti i suoi vinili.
La seconda volta, invece, risale ai miei 30 anni nella sua vecchia casa, quella meravigliosa in Largo Treves, in centro a Milano. Quel giorno pioveva, al solito avevo dimenticato il mio ombrello, e decisamente bagnato ho citofonato al campanello. La porta si è aperta e dietro la sua donna di servizio, c’era lei che ha spalancato la bocca dicendomi: “Ma sei tutto bagnato! Vieni in bagno che ti asciugo i capelli”. Io ho insistito per evitare soprattutto perché non volevo disturbare la grande signora della musica italiana. Niente, non ne ha voluto sapere. Così mi sono ritrovato con Ornella che mi passava l’asciugacapelli e mi chiedeva: “Come stai ora? Spero non ti venga un accidente”.












