L’attivista, modella e attrice racconta il suo incredibile percorso umano e professionale, da profuga del Sud Sudan a Parigi

di Raffaele Panizza

3 minuti di lettura

Con quanta grazia s’adatta a tutto, l’essere umano. Come accaduto ad Anyier Anei, che in pochissimi anni – con fortuna, perseveranza e una bugia – s’è lasciata alle spalle la storia di profuga del Sud Sudan per vivere a Parigi, sfilare in passerella, diventare volto di Balmain e recitare la parte (quasi) di se stessa al fianco di Angelina Jolie, nel film Couture (in Italia da maggio). Ora abita a Montmartre, che le piace perché sembra un po’ un villaggio, in cima a una collina ma “non così in alto”. Come la città kenyota di Eldoret dove è nata perché la sua famiglia, nel 1999, aveva trovato rifugio dalla guerra civile in questa località famosa per essere la “culla dei campioni”, quella dove s’allenano i maratoneti da record. Con la stessa energia e resistenza che l’hanno portata fin qui, a parlare un francese sorprendentemente ricco, a definirsi attivista ancor prima che modella e attrice.

È vero che durante il casting per Couture non sapeva che avrebbe recitato di fianco a Jolie?