Arruffati e stropicciati, timidi, spavaldi o emozionati, adolescenti delle scuole superiori francesi scelgono ognuno un libro di Annie Ernaux; sottolineano, tengono il segno con la matita, con un post-it o con un angolo piegato della pagina; quindi seduti in cerchio o al banco, con una telecamera che li osserva discreta, leggono ad alta voce e si lasciano trasportare. La grande autrice, Premio Nobel per la Letteratura, per 7 li riascolta e osserva: «È in questi momenti che avverto con maggior forza ma anche con stupore che cosa significa scrivere: rendere vivo, condividere, un momento, una scena, un pensiero».
È un omaggio il documentario Écrire la vie - Annie Ernaux raccontata dai liceali di Claire Simon, proiettato per le Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia e presto nei cinema con I Wonder Pictures; ritagliato su una scrittrice che a sua volta è stata insegnante.
Ma diventa anche un viaggio in un’età ingrata di trasformazione e ricerca, con la guida eccezionale di una maestra che attraversando le generazioni risveglia sensazioni, speranze, paure. Al punto che i ragazzi si sentono scossi, spesso compresi, si meravigliano che una donna dell’età delle nonne – compirà 85 anni il prossimo lunedì, 1° settembre – riesca a parlar loro così da vicino.







