GENOVA. Annie Ernaux descrive gesti nell’aria con le lunghe mani dalle dita un po’ rosse. Paiono frasi appoggiate nel vuoto, lievi e veloci come la sua prosa. In qualche modo, è già scrittura. Annie ha occhi chiarissimi e seri, e improvvisi sorrisi trattenuti. La scrittrice francese, premio Nobel per la Letteratura nel 2022, è Genova per ricevere il Premio Europeo Rapallo. Le chiediamo, impudicamente, cosa stia scrivendo adesso e cosa ricorda dell’anno in cui compose L’uso della foto, ora in uscita in Italia.
«Lavoro a due storie» ci risponde «non so quale terminerò per prima. Potrebbero anche diventare un unico libro. Una è sull’invecchiamento, non tanto del corpo che ci abbandona, ma del tempo, che poi è il grande tema dei miei testi. Il tempo che non esiste, dal momento che siamo noi ad esistere nel tempo. Racconterò il mio rapporto con gli altri, invecchiando, e il mio posto nel mondo».
Madame Ernaux, e l’altro romanzo?
«Di questo non voglio parlare ancora, ma posso dire che sarà sempre un libro sul tempo, però visto da una prospettiva femminile».
Tra pochi giorni uscirà in Italia un suo testo del 2005: “L’uso della foto”. Ce lo racconta?







