Una regista, Claire Simon, che più che documentarista è un’antropologa dotata di macchina da presa, e un premio Nobel, Annie Ernaux, che ha fatto della sua vita un’opera letteraria, legittimando il genere autobiografico. Un legame perfetto tra due donne generazionalmente vicine, femministe, “inchiestiste” poetiche della società, che si uniscono in un film, a firma di Claire Simon, Scrivere la vita, che sarà proiettato alle Giornate degli Autori della Mostra del cinema di Venezia e che il «Sole 24» Ore ha visto in anteprima.

Claire Simon e la scuola

Non è la prima volta che Simon si “immerge” in una scuola. Nel 1992 aveva osservato i meccanismi relazionali durante la pausa alla scuola materna in Ricreazioni (1992), dimostrando come si riproducano, già in giovanissima età, le stesse dinamiche di soggezione piramidale degli adulti.

A Cannes, nel 2024, in Imparare, ha affrontato con insegnanti e allievi di una scuola elementare il significato delle disuguaglianze di genere, di opportunità e le difficoltà di integrazione degli abitanti di quartieri svantaggiati. Temi e battaglie cari a Ernaux. In Scrivere la vita – il nome richiama la raccolta antologica pubblicata da Gallimard nel 2011 – Simon e Ernaux, cultrici del reale, si specchiano l’una dentro l’altra attraverso la lente dei liceali di diverse zone della Francia e delle sue propaggini ex coloniali, realizzando un documentario su come la letteratura di Ernaux sia recepita e accolta dai giovani. Simon affianca gli insegnanti nel dibattito che segue la lettura dei libri del premio Nobel, oggetto di studio in Francia.