Il software digitale non può avere una data di scadenza arbitraria: Ross Scott racconta le origini e le sfide di 'Stop Killing Games'. La campagna contro l'obsolescenza dei beni digitali incassa il no della Commissione europea ma punta ora al voto del Parlamento per cambiare le regole del mercato.

Comprare un prodotto a prezzo pieno e vederselo sottrarre o disattivare a distanza, senza possibilità di replica. Una scadenza imposta ai beni digitali da multinazionali che possono spegnere i server e cancellare interi titoli con un semplice click. Qualcuno però si oppone, e si schiera per la difesa dei diritti dei consumatori. È così che è nato 'Stop Killing Games', movimento internazionale lanciato e guidato dall'attivista e youtuber Ross Scott. Intervistato dall'Adnkronos, Scott rimarca come sia una battaglia legale e culturale per la trasparenza del mercato, perché difendere il software dall'obsolescenza programmata significa non solo tutelare i clienti da clausole poco chiare ma anche proteggere il lavoro e l'eredità storica dei creatori digitali, le cui opere rischiano di scomparire nel nulla. Dopo aver incontrato non poca resistenza dalla Commissione europea, il futuro del movimento si sposta ora tra i banchi del Parlamento europeo. L'obiettivo immediato è l'emendamento del Digital Fairness Act nel voto decisivo di ottobre, un passaggio chiave che potrebbe trasformare una protesta nata nel mondo dei pixel in una legge storica per i diritti digitali di tutti i cittadini europei.