Vigevano. Un tavolo tecnico con E-Distribuzione per avere una soluzione ai continui black out. La richiesta arriva da Massimo Gallina, portavoce dell’associazione “Sostenibilità Equità Solidarietà”, che prende posizione sulla fragilità della rete elettrica anche a Vigevano, come dimostrato dai recenti cali e distacchi di tensione. «I continui black out – spiega Gallina – che stanno colpendo diverse zone di Vigevano non sono incidenti isolati o semplici problemi di attualità legati al meteo. Sono il risultato diretto di anni di immobilismo politico e di scelte urbanistiche che hanno profondamente cambiato la città senza adeguarne le infrastrutture vitali. Come associazione interveniamo con forza nel dibattito locale per denunciare come la crisi energetica odierna sia un fatto consolidato, ampiamente prevedibile e dovuto a fattori strutturali precisi». Le cause sono molteplici: dallo sviluppo della città che, con i precedenti Pgt, «ha aumentato in modo sproporzionato le possibilità di edificabilità, concentrando nuova popolazione in zone precedentemente poco urbanizzate, al fatto che i tanti supermercati siano sorti numerosi e in aree non attrezzate, passando per l’uso intensivo dei condizionatori alla pecca, per l’amministrazione comunale, di avere pochi edifici non energivori. Intervenire – prosegue Massimo Gallina – per evitare il collasso della rete era possibile, ma la politica locale ha ignorato ogni proposta. In fase di autorizzazione delle varianti urbanistiche, sarebbe bastato imporre alla grande distribuzione l'autonomia energetica tramite pannelli solari sui tetti e sui parcheggi. Un'occasione persa, nonostante le forti pressioni da parte nostra. Allo stesso modo, il Comune ha sprecato l'occasione storica dei fondi Pnrr, che avrebbero dovuto digitalizzare e potenziare le reti e gli edifici pubblici. Non accettiamo più lo scaricabarile delle varie parti politiche che oggi si dicono preoccupate, ma che quando hanno amministrato o stavano all’opposizione non hanno mosso un dito, sordi alle nostre proposte». Parole forti e che finiranno con creare sicuramente scompiglio nel dopo elezioni. Massimo Gallina cita il «fine vita» della centrale elettrica di via Ceriotti che alcuni anni fa creò problemi per giorni in un’area vasta (da viale dei Mille a corso Genova): quelli «erano i chiari sintomi di una rete al collasso. Enel fu costretta a installare enormi generatori d’emergenza, ma da allora nulla è cambiato. Per questo motivo, chiediamo al nuovo sindaco e alla Giunta di attivarsi con dei monitoraggi energetici e chiedere un tavolo urgente a e-Distribuzione per pretendere un cronoprogramma pubblico e trasparente di rifacimento delle cabine elettriche obsolete».
Blackout a Vigevano «colpa delle reti obsolete: la politica intervenga»
L’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà: «I problemi sono causati da errori nel Pgt»










