I migranti che oggi hanno incontrato Papa Leone XIV a Lampedusa affidano la loro emozione a Fanpage.it: “Gli ho detto grazie perché è venuto qui e ci ha voluti incontrare, lui mi ha dato la mano”. “La nostra preghiera è di proseguire il viaggio”

Papa Leone incontra i migranti sul Molo "Papa Francesco". Foto di Lidia Ginestra Giuffrida

Si trascina con le braccia aggrappate sulle spalle dei soccorritori, il corpo stremato da cinque giorni in mare è finalmente salvo: è quello di una delle giovani donne sbarcate ieri sera a Lampedusa.

Sono circa le 21.30, il cielo è coperto dalle nuvole e un'insolita pioggia rinfresca l’isola. Dopo giorni di caldo rovente senza neanche uno sbarco, con mare mosso e onde alte, a cento miglia dall’isola 17 persone sono alla deriva. Tra loro un bambino di pochi mesi dentro un fagotto di lenzuola, un altro, invece, cammina da solo appena arriva sul Molo Favaloro, sgambettando verso il pulmino che lo porterà in hotspot. Un somalo, due sudanesi e gli altri tutti eritrei, partiti dalla Libia.

“Sono stati cinque giorni in mare perché avevano finito il carburante. Hanno detto che hanno atteso molto tempo in acqua, partivano dalla Libia. Queste partenze dalla Libia continuano ad essere molto pericolose, dall’inizio del 2026 c’è stato il 50% in più delle morti in mare rispetto all'anno scorso”, spiega uno degli operatori umanitari al molo poco dopo lo sbarco. Ed è lo stesso molo, ma con un nome diverso, quello che poco fa ha accolto Papa Leone XIV. Chi è arrivato qui al Molo Favaloro via mare, dopo essere stato trasferito in Hotspot, ci ritorna insieme ad altri 20 migranti selezionati per incontrare il Papa e rinominare questo lembo di terra a Bergoglio.