Strategie e programmi del gruppo cinese che punta sull’Italia. Il debutto con il Suv Ora 5Strategie e programmi del gruppo cinese che punta sull’Italia. Il debutto con il Suv Ora 5Great Wall Motors non può più sbagliare. Il costruttore cinese, specialista di Suv e pick-up e dunque solido finanziariamente potendo contare su margini maggiori, torna in Europa dopo un esordio nel 2023 in Germania, Gran Bretagna e Svezia, con promessa per il 2024 di sbarcare commercialmente in altri 8 paesi, tra cui l’Italia. È novembre 2023 quando veniamo invitati a provare i primi modelli in una presentazione a Roma, tante le informazioni e gli obiettivi. Qualcosa però va storto, al punto di chiudere nel giro di pochi mesi il quartier generale aperto a Monaco.Oggi, Great Wall si ripresenta con tre marchi e l’annuncio di oltre dieci modelli entro 18 mesi, lasciando Germania e Francia agli importatori e puntando su Italia e Spagna (oltre che su Gran Bretagna e altri paesi) con filiali nazionali. In primo piano, anche la ricerca di una fabbrica in Europa (voci indicano l’est europeo fra Romania e Bulgaria) per aggirare dazi sulle elettriche e provare a rispettare le prossime norme di Bruxelles sul “contenuto europeo” di nuovi modelli per almeno il 70%.Entro l'anno 50 concessionariGiuseppe Lovascio, direttore generale di Great Wall Italia, e Charles Zhao, responsabile per l’Europa, mettono l’accento sulla rete di concessionari (50 entro l’anno, 83 entro la fine del 2027), sull’assistenza e su un magazzino ricambi in Italia, sulla qualità (la parola più ricorrente) del prodotto, su una garanzia che per i primi due dei sette anni è a chilometri illimitati per termiche e ibride. Obiettivo, conquistare fino al 5% del mercato europeo e italiano entro il 2030, un numero che sembra diventato un mantra per ogni costruttore cinese sbarcato sul Vecchio continente.Great Wall punta su un’offerta multi-energia, elettrico, ibrido full e plug-in, benzina e perfino diesel, quando arriverà anche in Italia un fuoristrada duro e puro già in vendita in Cina e in altri mercati del sud est asiatico. Il marchio Great Wall serve per le auto di volume: la prima è Ora 5, Suv di medie dimensioni con motorizzazioni full hybrid, benzina ed elettrica, in vendita con prezzi a partire da 26.500 euro. Sotto il marchio Wey (nome del fondatore) ci saranno modelli premium di Suv e grandi monovolume, Tank per fuoristrada duri e puri quanto piuttosto curati modernamente negli interni, linee squadrate, ruota di scorta incernierata sul portellone e anche diesel, per chi lo vorrà.La prima donna alla direzione tecnica“Su Ora 5 abbiamo lavorato molto per una messa a punto europea nella dinamica e per adesso non pianifichiamo modelli specifici per l’Europa”, ci dicel. Nicole Wu, Chief technical officer (direttore tecnico) di Great Wall. Donna quarantenne in un ruolo in occidente affidato solo a uomini, almeno fino ad adesso, Wu ci racconta di essere entrata nel gruppo più di 21 anni fa, dopo una laurea a Nanchino. In mezzo, vari incarichi da ingegnere per qualità e pianificazione prodotto, poi dal 2016 al 2019 al lavoro a Detroit e a Los Angeles (“ecco perché parlo un po’ di inglese”, si schernisce), torna in Cina e si occupa di software. Nel frattempo, “il direttore tecnico va in pensione, l’azienda vuole una persona relativamente giovane che lavorasse a stretto contatto con il team di ingegneri e mi hanno scelto”.Nicole Wu"Una piattaforma per tanti modelli"Chiediamo a Wu se sulle prossime auto elettriche per l’Europa, Great Wall utilizzerà una piattaforma dedicata, oppure una multi-energia come per su Ora 5. “La nostra strategia – risponde – è di implementare diverse motorizzazioni su un'unica piattaforma. Ciò significa che non avremo una piattaforma dedicata a una singola motorizzazione: è un modo per sfruttare al meglio ciò che abbiamo, per ridurre gli investimenti e offrire maggiore valore al cliente, a un prezzo inferiore e a mantenerlo competitivo”. Il Suv Ora 5Guida autonoma e softwareSulla guida autonoma, Wu non risponde se Great Wall, come altri costruttori cinesi, stia lavorando a un proprio chip, ma rivendica nella produzione una “filiera verticale molto solida nel settore automobilistico. Prendiamo ad esempio batteria, propulsore, motore, trasmissione. Dall'hardware al software, siamo in grado di produrre tutto internamente. E per l'integrazione completa del veicolo, per i sistemi Adas, per l'abitacolo intelligente, tutto il software è stato progettato, codificato e testato da noi. Certo, collaboriamo anche con alcuni partner, ma la percentuale non è così alta. Posso dire che normalmente oltre il 90% del software è sviluppato internamente. Per quanto riguarda l'hardware, il propulsore, il telaio, la carrozzeria, gli interni e gli esterni, non posso dare un numero preciso, ma credo che la percentuale sia superiore al 60%”.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Il ritorno in Europa di Great Wall. L’offensiva con tre marchi e dieci modelli
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