Arrivano dalla Svizzera come da Collegno gli spettatori che per tre giorni animano Parco Dora trasformato in villaggio della musica techno-elettronica. Il Kappa FuturFestival, nato nel 2012, torna a riempire gli spazi dell’ex area industriale trasformandoli in una cittadella, dove si balla sotto il sole, ci si rinfresca alle fontanelle o si fanno due passi per i viali alberati. Alle 12 si aprono i cancelli e iniziano ad entrare i primi fruitori: qualcuno si è tinto la barba di viola, qualcuno si è riempito di glitter altri sfoggiano outfit studiati settimane prima. Davanti agli ingressi seduti su un muretto, Marco, Giuseppe e Pietro condividono una cassa di birra. Hanno tra i 19 e i 21 anni e lavorano in cantiere. «Dentro costa tanto, quindi ci facciamo una sorta di pre-serata» raccontano sorridendo. «Siamo venuti il venerdì perché ci piace la tech house» spiegano. Dentro il parco il caldo si combatte con ventagli, ventilatorini e soste nelle aree ristoro. C’è chi cerca un angolo d’ombra e chi sceglie il bar completamente analcolico, novità che risponde a una richiesta sempre più diffusa: «I giovani sono più attenti alla salute e vogliono godersi tutta l’esperienza» spiegano le bariste.