Tutto è pronto per il più grande festival italiano di musica elettronica: oggi alle 12 si aprono al Parco Dora i cancelli della tredicesima edizione del Kappa FuturFestival. In tre giorni balleranno più di 100.000 persone in arrivo da 151 paesi al ritmo della musica dispensata da 130 artisti distribuiti su sei palchi. In azione anche 60 vaporizzatori per portare refrigerio. Per incentivare l'uso dei mezzi pubblici, Gtt ha potenziato le linee 3, 52 e 72, come pure la rete dei bus notturni, prolungando anche le corse della metro con ultime partenze all'1 da Fermi e Bengasi. L'orario del festival è come sempre rigido: tutto accade dalle 12 alle 24. Chi voglia continuare a divertirsi può scegliere tra gli afterparty distribuiti nei club, ben sei solo questa notte: Centralino, Bunker, Audiodrome, Slacker, Notorius e Azimut. Al Parco Dora brilleranno star come Charlotte De Witte, Enrico Sangiuliano, Peggy Gou, Diplo, Four Tet o Skrillex. Nicola Gavino racconta il Kappa FuturFestival Ma nel cartellone è rappresentata anche Torino, scena dance di cui si fa portavoce il ventiseienne Nicola Gavino. «Partecipo al festival tutti gli anni, da quando ci esordii appena maggiorenne - racconta -. L'ho visto crescere in modo esponenziale, e con lui alcuni degli artisti che ci tornano spesso. L'esempio è Peggy Gou: nel 2018 divideva il palco con giovani semisconosciuti come me, adesso è una star non solo dell'elettronica ma del pop mondiale». Nicola propone suoni riconducibili alle varie sfaccettature della house, genere insolito per i due set che tiene oggi e domani dalle 13,30 alle 15 sul Voyager Stage: «A certi orari - osserva - molto dipende dal clima, e ne ho viste di tutti i colori, dalla tempesta alla canicola. Non c'è il pienone, ovviamente, ma sai che se una persona è lì sotto il sole cocente per la tua musica è davvero motivata e curiosa. Anche per questo mi piace soprattutto fare ascoltare le mie produzioni e suonare tracce di altri ospiti della kermesse». Afterparty del Kappa FuturFestival e il backstage Per lui è in calendario anche un terzo impegno, l'after di sabato notte al Centralino. «Sono feste bellissime perché vedi anche grandi dj da vicino, non di fronte a decine di migliaia di persone ma impegnate a farne ballare qualche centinaio». Un totale di 130 artisti compone anche una sorta di comunità, che vive nel backstage condividendo spazi ed esperienze: «C'è molta interazione - conferma Gavino - e il bello è che si parla di tutto, non solo di lavoro. Lì dietro le quinte si è tutti alla pari. L'anno scorso andai a parlare con il brasiliano Mochakk, con cui ho da tempo un rapporto d'amicizia, e mi accorsi che stava conversando con lo statunitense Skrillex, un produttore top da otto Grammy Award. Il quale si mise a raccontarmi uno per uno i dischi che stava pubblicando in rete con gli pseudonimi più disparati. Qualche anno prima neppure avrei sognato di trovarmi in una situazione del genere». Perché il festival è famoso anche all'estero Quando sei di Torino, per di più residente al Kappa FuturFestival, anche all'estero tutto è più facile. «Tra il 2025 e il 2026 - racconta Nicola - ho suonato diverse volte in Spagna, Portogallo e Inghilterra. Lì il festival è un tormentone: tutti mi chiedono del Kappa, vogliono saperne di più, il marchio ha una popolarità immensa e secondo me meritatissima; questo, da torinese, mi riempie di orgoglio».