Non chiede “come stai in carcere?”, né scava nel passato.

Piuttosto guarda al futuro - “cosa vuoi fare fuori da qui?” - alle emozioni - “quale è per te il valore più importante?” - e ai sogni dei giovani detenuti.

Si chiama “Introspezioni” ed è la prima ricerca in assoluto - promossa dal ministero della Giustizia con Fondazione Lottomatica e Fondazione Francesca Rava, e curata da SWG e Cuntura – che va oltre lo stato del disagio giovanile e le condizioni delle carceri italiane, indagando sui sentimenti più profondi dei ragazzi che scontano un reato negli Ipm (Istituti penali minorili).

E che ha un carattere innovativo, sia per la sua portata numerica – coinvolge tutti e 18 gli Ipm italiani con 373 questionari raccolti in 43 giorni di ascolto – sia per il risultato.

Che se da un lato è ricco di sfumature, viene toccata l’emotività, dall’altro contraddice l’immaginario pubblico ignaro della “normalità” che caratterizza i desideri delle nuove generazioni dietro le sbarre.