di
Marco Bonarrigo
La crono a squadre cambiata, i gilet rinfrescanti e il calcolo dei carboidrati da ingurgitare: inizia il Tour dei Marziani
Adesso che l’AI ha definito nei dettagli le potenze critiche da rispettare in salita (quelle che se vai oltre schiatti, se vai più piano ti stacchi) e calibrato il carico di carboidrati da ingurgitare (c’è chi arriva a 140 grammi l’ora, roba da indigestione), ora che sono pronti i gilet rinfrescanti da vestire fino a un attimo prima del via e miscelati i beveroni all’amarena da scolare (a temperatura Mojito, sia chiaro) subito dopo il traguardo sennò la «finestra» del glicogeno si chiude, il Tour de France dei Marziani è pronto a scattare alle fatidiche cinque della sera dal porto di Barcellona. Chi frequenta da tempo il ciclismo è d’accordo: mentre una volta quello che succedeva nei primi giorni contava poco o nulla, adesso la sfida per vincere la Grande Boucle si gioca sul piano fisico ma soprattutto mentale fin dal primo colpo di pedale, ad ogni rotonda e su ogni tipo di terreno.
E gli organizzatori non si tirano indietro perché la sfida si accenda già oggi: storicamente banale e detestata dal pubblico, la cronometro a squadre è stata trasformata dal regolamento di gara. Fino a ieri il format di gara prevedeva che il tempo venisse preso sul quarto atleta al traguardo: i capitani bravi trainavano, quelli meno bravi (e più scalatori) si facevano trainare. Oggi a ciascuno verrà attribuito il tempo individuale sui 19.600 metri del tracciato e l’utilizzo degli otto vagoni del «treno» potrà essere pianificato minuto dopo minuto per tenere la velocità più alta possibile, senza riguardi per gli staccati. Basterà arrivare a ruota anche solo di uno o due motrici tipo Frecciarossa e con le gambe pronte per la doppia salita finale per fare la differenza.









