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Marco Bonarrigo

Nella decima tappa del Giro d'Italia l'azzurro ha tenuto una media di 55 km l’ora con punte di 68, parametri mai registrati prima. Il danese, ritenuto il miglior cronoman fra le star, è arrivato lontano e stremato

I numeri di una cronometro del ciclismo, pur memorabile come quella di ieri, esaltano solo gli addetti ai lavori: 45’ a 460 watt di media (quanto basta per alimentare un ciclo di lavatrice a 30°, centrifuga compresa), 105 pedalate al minuto, un rapporto con 64 denti davanti (la larghezza di una pizza) e 11 dietro che sviluppa 11 metri ad ogni giro di corona, la media di 55 km l’ora con punte di 68. L’unico modo per rendersi conto di quale meraviglia fisiologica sia andata in onda ieri in Versilia era seguirla in moto a ruota dei favoriti. L’abbiamo potuto fare grazie alla direzione di corsa di Rcs Sport e alla bravura del pilota Franco Delle Vedove.

La Viareggio-Massa è stata un’occasione straordinaria perché i 54,921 km/h con cui Filippo Ganna ha tramortito gli avversari sono la media più veloce nella storia dei grandi giri (in prove oltre i 40 km) e il 1’54” rifilato ad Arensman, 2°, il distacco più ampio. Nelle sei curve a gomito in cui l’andatura precipitava a 20 km/h o meno, Pippo recuperava la velocità di regime — i 60 fissi sul tachimetro — in 150 metri mentre il pilota, penalizzato dal peso (250 chili contro i 7 della Pinarello Bolide ) e dalla minore agilità, doveva accelerare a fondo per raggiungere il piemontese. A 65/66 chilometri l’ora sul lungomare, con un muro d’aria da fendere, Ganna avanzava in equilibrio perfetto sulla mezzeria, i 28 millimetri del copertone incollati alla striscia bianca.