La decisione di Sony di interrompere la produzione delle copie fisiche dei giochi PlayStation a partire dal 2028 ha riportato al centro dell'attenzione un tema discusso da anni: la conservazione dei videogiochi. Secondo la Video Game History Foundation, il progressivo passaggio al digitale aumenta il rischio che numerosi titoli diventino irreperibili nel tempo, soprattutto quando l'unico canale di distribuzione resta quello gestito dal produttore.
Frank Cifaldi, fondatore della fondazione, sostiene che la pirateria rappresenti oggi l'unico sistema realmente efficace per preservare il patrimonio videoludico. Una posizione che non nasce dalla volont� di giustificare pratiche illegali, ma dalla convinzione che l'industria non abbia lasciato alternative concrete a musei, biblioteche e archivisti.
As the director of a historical video game preservation institution, and someone who has dedicated his entire adult life to this cause, this is accurate. We have attempted to work with the industry's trade organization to find a legal path forward, but they refuse to offer a meaningful alternative.[image or embed]— Frank Cifaldi (@frankcifaldi.bsky.social) 1 luglio 2026 alle ore 20:45
Secondo Cifaldi, la scelta di Sony produce un impatto limitato sulle attivit� della fondazione, poich� gran parte dei videogiochi pubblicati negli ultimi vent'anni esiste gi� esclusivamente in formato digitale. Molti titoli, inoltre, non arrivano nemmeno sul mercato console oppure richiedono il download di aggiornamenti prima di risultare effettivamente avviabili, anche se secondo il database DoesItPlay per molti giochi questo non � indispensabile.











