Sony dice addio ai giochi PlayStation su disco. Da gennaio 2028 tutte le nuove uscite per le console del colosso giapponese saranno disponibili soltanto in formato digitale, tramite PlayStation Store o presso i rivenditori sotto forma di codice. Trentadue anni dopo il lancio della prima PlayStation, l’azienda archivia, quindi, il supporto ottico che ha definito una parte importante della sua identità.

La motivazione di Sony e i numeri del digitale

Sid Shuman, senior director of content communications di PlayStation, presenta la scelta, che arriva 34 anni dopo il debutto della Playstation, come una direzione naturale, dettata dall’evoluzione dei consumi. I dati confermano la traiettoria: nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2026 i download digitali hanno rappresentato il 78% degli acquisti di giochi completi, contro il 76% dell’anno precedente.

La svolta verso il tutto digitale è accompagnata anche dall’abbandono progressivo delle piattaforme più vecchie. Sony ha comunicato in parallelo la chiusura del PlayStation Store su PS3 e PS Vita, a partire da Messico, Honduras e Nicaragua da agosto 2026, con chiusura completa entro luglio 2027.

Il motivo dichiarato è tecnico: l’hardware non sarebbe più in grado di reggere gli standard moderni dei sistemi di pagamento. I contenuti già acquistati resteranno scaricabili “nel prossimo futuro”, una formula che però non equivale a una garanzia permanente.