Si chiamano ‘Linee guida per spazi sportivi ideali’ e si tratta un vademecum prodotto da Uisp nell’ambito del progetto nazionale ‘Differenze in gioco – Cambiamo lo sport per Tutt*’ sviluppato in collaborazione con Giulia Giornaliste, Arcigay, Genderlens, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e orientato al contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni omolesbobitransfobiche.

Dagli studi effettuati è emerso un documento contenente strategie per rendere spazi e attività sportive più adatti a esigenze e corpi diversi.

Le linee guida si soffermano su aspetti spaziali, relazionali e di strutturazione delle attività sportive che influenzano l’accessibilità dello sport nel suo senso più ampio, provando a elaborare strategie alternative. L’obiettivo è quello di promuovere una cultura sportiva meno binaria, meno orientata alla performance e più equa e accogliente rispetto alle differenze. Qualche esempio? Dotare gli spogliatoi di docce individuali, se possibile fuori dagli spogliatoi uomo-donna, produrre una cartellonistica chiara senza stereotipi di genere, non richiedere il genere al momento delle iscrizioni, predisporre schede di allenamento non divise per genere ma per finalità, incentivare attività miste e tanto altro. "Uisp ha una mission molto identitaria – racconta Chià Rinaldi, responsabile del progetto – che è quella di rendere sostanziale il diritto allo sport. Le Linee Guida nascono da una domanda semplice: i nostri ambienti, le nostre attività, permettono davvero una partecipazione plurale? Questo lavoro ci sta permettendo di comprendere a fondo le barriere di accesso allo sport per provare a contrastarle attraverso azioni concrete".