Sono passati trent’anni da quella due giorni storica per la canoa e lo sport italiano: le due date simbolo sono sabato 3 e domenica 4 agosto 1996, Antonio Rossi protagonista assoluto del campo di regata delle Olimpiadi di Atlanta, prima oro in coppia con Daniele Scarpa nel K2 1000 metri e ventiquattr’ore dopo campione anche nel singolo, il K1 500.

"Avevo imparato molto dal Mondiale dell’anno precedente – racconta – quando dopo il successo in coppia e una miriade di interviste non dormii tutta la notte successiva. Nella finale del K1 500, l’indomani, arrivai ottavo". Il racconto di Rossi, che oggi è presidente di una federazione, la Fick, in grande crescita, è lucido e appassionato anche trent’anni e un baule di medaglie dopo: tre ori olimpici (con anche un argento e un bronzo ad Atene 2004 e Barcellona 1992), tre ori mondiali e decine di altri podi. Medaglie intrecciate a doppio filo col mondo della televisione.

In primo luogo per Giampiero Galeazzi? "Una fetta importante della mia popolarità deriva da come lui ha raccontato i miei risultati, un telecronista unico".

Prima di tornare a parlare di tv, ci racconti l’approdo ad Atlanta, quattro anni dopo il bronzo di Barcellona 1992... "Per me quel bronzo già valeva oro. I miei amici però dicevano che ero stato fortunato, e così, un po’ per rivalsa e un po’ per ambizione personale, volevo dimostrare di essere il migliore al mondo. Spesso arrivavo secondo nel K2, poi formando una nuova coppia con Scarpa nel 1995 ho vinto il mio primo Mondiale: una rincorsa fatta di piccoli progressi anno dopo anno, fino ai Giochi".