HomeAnconaSportPaolo Rossi, ragazzo d’oro. Una mostra da pelle d’ocaAl Del Conero 300 reperti storici unici, taglio del nastro con la moglie Federica. Il sindaco Silvetti: "Ricordi di un campione, un esempio per lo sport".Al Del Conero 300 reperti storici unici, taglio del nastro con la moglie Federica. Il sindaco Silvetti: "Ricordi di un campione, un esempio per lo sport".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDerby, La festa del calcio anconetano", entra nel vivo e accende emozioni. Dopo le prime partite di ieri e il successo della squadra dei vigili del fuoco di Ancona che si aggiudica il triangolare superando l’Aiac per 3-2 – terzi i giornalisti –, ecco che ieri pomeriggio nelle stanze e nei corridoi del Del Conero s’è alzato il velo sulla mostra dedicata a Paolo Rossi, indimenticato campione del mondo Spagna 1982. Gigantografie di momenti indimenticabili, maglie di campioni con la dedica a Pablito, cimeli che vanno dalla sua pagella al suo primo contratto, dai suoi scarpini Valsport dell’epoca al Pallone d’Oro, alla Scarpa d’Oro di capocannoniere del Mondiale 1982 e a tanto altro. La mostra itinerante è un corridoio di ricordi e di scoperte da far venire la pelle d’oca a ogni calciofilo: si chiama "Paolo Rossi – Ragazzo d’oro", raccoglie oltre trecento reperti storici unici ed è stata allestita in oltre venti città tra Italia ed estero, anche al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York circa un anno fa. Ad Ancona sarà visitabile gratuitamente fino al 9 giugno con ingresso libero da un cancello che si trova poco sopra la carraia che utilizzano le squadre. Ieri pomeriggio il taglio del nastro alla presenza della moglie del compianto campione, Federica Cappelletti, che è anche presidente della Lega di serie A femminile di calcio, del sindaco Daniele Silvetti e del vicesindaco Giovanni Zinni, dell’assessore regionale Tiziano Consoli, dell’arcivescovo Antonio Spina, del presidente Coni Marche Fabio Luna, del presidente Figc Marche Ivo Panichi e del responsabile della mostra Marco Schembri. "Presentiamo oggetti, cimeli e ricordi di quella che è stata la vita e la crescita umana e personale di un grandissimo campione – ha ricordato il sindaco Silvetti –. Molti di noi lo ricordano per i Mondiali del 1982 in Spagna vinti dall’Italia. Il mondo dello sport ha bisogno di esempi e quello di Paolo Rossi è indubbiamente uno di quelli più autorevoli e luminosi". "Sono qui a rappresentare un uomo, mio marito, il padre delle mie figlie, un eroe nazionale – ha aggiunto la moglie Federica Cappelletti –, e da sei anni continuo a girare il mondo e l’Italia per rappresentare i suoi valori. Paolo aveva un sogno, quello di diventare calciatore. Ha fatto tanti sacrifici, a 14 anni è partito di casa lasciando la sua famiglia, non ha vissuto una vita come tanti ragazzi, dalla Juventus è stato mandato al Como dove ha fatto tanta panchina, poi ha deciso di scendere in serie B per giocare di più, a Vicenza, e da lì ha conquistato la nazionale, è stato convocato da Bearzot che è stato davvero la fortuna di Paolo". Federica Cappelletti ha proseguito ricordando anche la lavorazione del film sulla vita di Pablito che "continua a essere un riferimento per l’Italia, a livello calcistico ma soprattutto di valori".