HomeMilanoCronacaLogistica all’ex Interzuccheri, la palla passa al TarLogistica all’ex Interzuccheri, il braccio di ferro continua: Officine Mak impugna il ricorso dei residenti: "Sia discusso al Tar". Sarà...Uno degli edifici abbandonati all’interno dell’area ex Interzuccheri dove dovrebbe arrivare una logisticaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLogistica all’ex Interzuccheri, il braccio di ferro continua: Officine Mak impugna il ricorso dei residenti: "Sia discusso al Tar". Sarà con ogni probabilità il Tribunale amministrativo regionale ad esprimersi, non si sa in che tempi, sul ricorso presentato in maggio al Consiglio di Stato da un gruppo di residenti assistito dal pd, che chiedeva, sulla base di una lunga serie di argomentazioni, lo stop al contestato intervento urbanistico sull’area dell’ex caseificio. Si attende l’eventuale udienza, comunque non ancora fissata.
L’altro giorno, invece, una delibera di giunta comunale ha ratificato l’autorizzazione al sindaco Antonio Fusè a ‘resistere in giudizio’ assistito da legali già nominati. "Una procedura da prassi – spiega il vicesindaco e assessore all’urbanistica Lino Ladini – sebbene il comune, che pure ha dato l’ok all’approvazione del piano, peraltro con procedura regolarmente avallata dai tecnici, non sia la diretta parte in causa". Un passo indietro. Il piano, firmato da Officine Mak e che vanta partner del calibro di Prologis e Interglobo, era stato approvato in dicembre, con procedura rapida e dalla sola giunta comunale. Prevede, sulla grande area industriale da tempo dismessa, la realizzazione di un hub logistico da 14 mila metri quadrati (parte operativa) con altezza 15 metri e un corredo di locali tecnici, parcheggi e zone di servizio. La levata di scudi della minoranza pd, subito promotrice di una infuocata assemblea, e di molti residenti era stata immediata, il ricorso è tuttavia arrivato qualche mese dopo. Il primo fra i tanti motivi di impugnazione nelle carte è urbanistico: nel mirino l’intervento "solo" logistico, laddove il pgt prevedeva per l’area un mix di funzioni. Poi questioni tecniche: mancata valutazione di impatto ambientale, presunte carenze sul fronte delle mitigazioni idrauliche e acustiche, conteggi e metrature che non tornerebbero.








