Il Parco nazionale delle foreste casentinesi copre un’area di circa 360 chilometri quadrati, divisa fra l’Emilia-Romagna e la Toscana. Al suo interno ospita una riserva UNESCO di quasi 8 chilometri quadrati di foreste centenarie. Durante l’ultimo anno, circa 400.000 persone hanno pernottato sotto le sue foglie.

«Quest’anno volevamo iniziare un percorso per insegnare alle aziende ricettive come scegliere i prodotti del territorio in modo che fossero veramente utili per la conservazione del parco», racconta a Domani il direttore Andrea Gennai, «ma l’operazione è saltata per questo taglio del ministero». A maggio, infatti, si è visto ridurre dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (MASE) il contributo ordinario del 9 per cento, per un totale di circa 242mila euro. Gennai spiega poi che, per il 2026, anche il fondo previsto per gli interventi di efficientamento energetico è stato completamente assorbito dalle risorse necessarie al taglio delle accise.

Il suo caso non è l’unico. Secondo diverse organizzazioni ambientaliste, il MASE ha infatti comunicato alle aree marine protette, ai parchi nazionali e alle riserve statali un taglio per l’esercizio finanziario in corso, che hanno stimato attorno al 23 per cento dei fondi assegnati lo scorso anno. Nel caso di alcuni parchi nazionali, il taglio si attesta attorno ai 700.000 euro.