MARANELLO – La leva del cambio con il suo pomello in acciaio che scivola tra le sei vie del cancelletto, quel rumore inconfondibile ad accompagnare ogni attimo di questo movimento. E nelle orecchie il canto del dodici cilindri di Maranello. Una sinfonia, l’incipit del sogno di ogni appassionato ma anche il turbinio di un’emozione passata sulle vetture del Cavallino, un’emozione pura e analogica di un tempo che fu e che non sembrava destinato a tornare. La Ferrari 12Cilindri Manuale sovverte così ogni logica e ogni aspettativa, riportando su strada uno degli elementi più iconici e desiderati dai ferraristi, intesi come proprietari di uno dei gioielli del marchio modenese, ad ogni latitudine.

Che i tecnici di Maranello ci stessero lavorando da tempo era chiaro, anche in virtù dei brevetti registrati ma finalmente è arrivata la concretizzazione di un ritorno al passato tutt’altro che nostalgico, come hanno subito voluto evidenziare gli uomini del Cavallino. La base dunque è quella dell’ultima super sportiva con il V12, con l’architettura del DCT a otto rapporti che è stata integrata con un nuovo sistema definito Manuale by wire, con sensori appositamente sviluppati e cinematismi specifici al fine di ricreare quelle che sono le sensazioni e le dinamiche di un cambio manuale. Dal suono della leva appunto, al pedale della frizione, fino alla precisione necessaria ad ogni innesto, sia verso l’alto che in scalata. Il nuovo sistema include sei marce, oltre alla retro, ben individuabili visivamente grazie all’apposita serigrafia illuminata presente sul pomello in acciaio. La leva e l’iconico cancelletto si inseriscono in una nuova struttura del tunnel centrale, una vera e propria opera d’arte in alluminio anodizzato a forma di diapason, dove trovano posto anche la plancetta comandi e l’alloggiamento della chiave.