Ci sono critiche da più parti al contenuto del disegno di legge (ddl) sulla caccia, approvato il 23 giugno dal Senato e che la Camera ha iniziato a discutere questa settimana. A contestarlo non sono ormai solo le associazioni ambientaliste e animaliste, che vi si oppongono da quando è stato presentato in parlamento lo scorso anno, ma anche persone influenti della società civile, scienziati, ricercatori e alcuni noti esponenti di destra come il giornalista Vittorio Feltri e la deputata Michela Vittoria Brambilla. Anche una parte considerevole del mondo cattolico ha espresso preoccupazione.

Nonostante questo, la maggioranza sta cercando di discutere velocemente la riforma, che è sostenuta da diverse associazioni di categoria da cui generalmente i partiti di destra ottengono un certo consenso elettorale: quelle che rappresentano i circa 500mila cacciatori italiani e Coldiretti, la principale associazione degli agricoltori in Italia.

E ci sono anche la Commissione europea e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che stanno analizzando il testo in questi giorni e potrebbero chiedere ulteriori precisazioni o modifiche. La maggioranza ha così rinunciato a ricorrere alla procedura d’urgenza, una via parlamentare che avrebbe ridotto sensibilmente i tempi, ma ha anche respinto la richiesta delle opposizioni di discutere la legge non solo in commissione Agricoltura ma anche in commissione Ambiente, che invece li avrebbe allungati (le commissioni sono gli organi del parlamento che analizzano e modificano le proposte di legge prima che vengano discusse e votate in aula).