Un furto di proporzioni allarmanti scuote il sistema sanitario della Capitale e fa scattare i massimi protocolli di sicurezza governativi. La Procura di Roma ha avviato una tempestiva indagine a seguito della sparizione di ottanta fiale di Fentanyl, il potentissimo oppiaceo sintetico impiegato nella terapia del dolore, che erano custodite all’interno della cassaforte dei farmaci dell’Ospedale Israelitico. A Piazzale Clodio è già stata trasmessa una prima dettagliata informativa sull’accaduto. Il fascicolo d’inchiesta ipotizza i reati di furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con gli accertamenti investigativi affidati sul campo ai Carabinieri del Nas. Il Fentanyl è da tempo al centro del monitoraggio delle forze dell’ordine e dei servizi sanitari internazionali: si tratta di una sostanza letale anche a bassissimi dosaggi e con un valore di mercato nero elevatissimo.
Il vertice d’urgenza del Governo e il richiamo alle responsabilità
La gravità del fatto ha provocato l’immediata reazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, preoccupata per i potenziali risvolti legati all’ordine pubblico e alla salute dei cittadini.
“In seguito all’episodio di sottrazione indebita di medicinali, in particolare di 80 fiale di fentanyl, idonee a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito, avvenuto nella farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma, da Palazzo Chigi filtra forte allarme per il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse”.










