L’esponente di FdI: "La sinistra, invece che scusarsi con gli italiani, viene a fare la lezioncina su come risolvere i problemi che loro hanno creato"
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L’ipocrisia della sinistra su quanto accaduto nel 2020-2021 a proposito del Covid è disarmante. Nella giornata di ieri, il ministro della Sanità Orazio Schillaci ha riferito al parlamento sul caso della Jc Electronics, che si origina da una commessa del 18 marzo 2020, quando il Covid già faceva paura in Italia, per la fornitura di mascherine KN95. Questo contratto è stato però risolto dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, portando l’azienda a intentare una causa, poi vinta. Con la sentenza n. 17025/2024, pubblicata il 7 novembre 2024, la presidenza del Consiglio e il ministero della Sanità sono stati condannati al pagamento di oltre 200 milioni di euro. “La Jc Electronics Italia proponeva l'istituzione di un tavolo di trattativa - tra tutte le parti coinvolte - per la composizione transattiva e bonaria di tutti i giudizi. Con parere dell'Avvocatura si è deciso di procedere con il parere transattivo. Lo stesso è stato firmato il 31 ottobre 2025 e ha chiuso non solo la causa principale, ma anche gli altri contenziosi collegati per un totale di 100 milioni e 221mila euro”, ha dichiarato il ministro in Aula, spiegando che non si è atteso l’appello perché “se si fosse perso in appello l'accordo non avrebbe fatto comodo a nessuna delle amministrazioni coinvolte, la controparte avrebbe incassato tutto senza sconti. Aspettare significava perdere l'unica occasione reale di contenere il danno dello Stato”. Le opposizioni hanno duramente attaccato la posizione del ministro e la scelta di pagare l’azienda, perché insistono sul fatto che abbia finanziato FdI, nonostante sia stato tutto chiarito e smentito. “Il tribunale di Roma ha condannato lo Stato italiano, cioè tutti noi, a pagare 250 milioni in favore di un'azienda. Tra l'altro, con una sentenza immediatamente esecutiva, quindi l'azienda potrebbe chiederli quando vuole, come vuole, pignorando ciò che vuole, perché durante la pandemia il governo Conte ha stracciato un accordo con questa azienda che si impegnava a dare mascherine”, ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, in un video pubblicato sui social, rispondendo alle polemiche di M5s e Pd. “Tra l'altro, sarà un caso, ma dopo che ha stracciato questo accordo, la struttura di Arcuri è andata a stipulare dei contratti con delle aziende e consorzi cinesi, che nessuno aveva mai visto prima e nessuno vedrà mai più dopo, per un miliardo 251 milioni di euro, per 800 milioni di mascherine, la larga parte delle quali sono finite al macero perché erano tutte del tutto inadeguate. Altre invece sono andate negli ospedali, ai sanitari, ed erano inadeguate, con delle aziende che non erano nell'elenco delle società ritenute affidabili dal governo cinese, e infatti nessuno le ha viste mai prima e nessuno le ha viste mai dopo”, ha aggiunto l’onorevole.











