Telefoni cellulari introdotti dentro il carcere di Opera per i detenuti: emergono nuovi elementi dagli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di due persone.
Il patto
All’origine di tutto c’è l’accordo corruttivo che un infermiere professionale presso la casa circondariale, avrebbe organizzato. Un accordo non certo di poco conto: 178mila euro per cinque cellulari da far entrare in carcere. La vicenda è stata portata alla luce dalle indagini della squadra mobile della questura di Milano e della polizia penitenziaria.
Le immagini
Ci sono anche immagini che ritraggono un detenuto entrare in infermeria, dov'era presente l’indagato per poi uscire poco dopo dal locale. Il Gip, che ha disposto il carcere per due persone di cui una è già detenuta, scrive che i due "hanno senza dubbio concluso un accordo corruttivo: il primo, infermiere professionale presso la casa circondariale di Opera si è messo a disposizione del detenuto per trasportare quanto meno in due diverse occasioni telefoni cellulari all'interno del luogo di detenzione".








