Fonte: LaPresse
Smartphone in vendita a 2mila euro, micro-cellulari a 800, con un affitto quotidiano a 300 euro e sim intestate a una persona fittizia disponibili alla cifra di 100 euro. Fino a 100 euro al grammo anche l'hashish, cifre quintuplicate, invece, per la cocaina. È questo il tariffario del "bazar" clandestino che esisterebbe all'interno del carcere milanese di Opera secondo quanto emerso dalle indagini della polizia penitenziaria, coordinate dal pm Rosario Ferracante, e come confermato dai familiari di alcuni detenuti a Fanpage.it.
"È colpa di un sistema che è fallimentare e non funziona", ha commentato a Fanpage.it Bo Guerreschi, presidente della ONG bon't worry iNGO. "Non funziona per i detenuti, che non possono sentire le proprie famiglie perché hanno diritto a pochissime telefonate e colloqui al mese, e non funziona per la polizia penitenziaria che è fortemente sotto organico". In più, per molti detenuti si apre un altro tema che non può essere ignorato, secondo Guerreschi: quello economico. "A molti detenuti non viene data la possibilità di lavorare, ma vivere all'interno del carcere ha costi altissimi", ha concluso la presidente. "In molti non possono permettersi di fare la spesa o di andare allo spaccio. Per questo finiscono in questo ‘business', nella maggior parte dei casi per colpa di un sistema che è sbagliato e non lascia alternativa. Se il sistema è fallimentare, il problema è alla testa".






