Introdurre e commerciare illegalmente sostanze stupefacenti e telefoni all'interno del carcere. È questo il centro delle indagini condotte dalla procura di Bergamo che, negli ultimi mesi, ha avviato una serie di accertamenti, svolti da carabinieri e polizia, nella Casa Circondariale di Bergamo. Tra l'altro, sono stati rinvenuti telefoni, hashish e cocaina per un profitto illecito di oltre 17.000 euro.
Tutto sarebbe iniziato quando, il 17 aprile 2024, sono state arrestate tre persone in flagranza di reato mentre cercavano di introdurre droga e apparecchi cellulari (telefoni e sim) all'interno del carcere, utilizzando un drone. Da qui gli inquirenti hanno avviato alcune indagini che hanno portato a ricostruire una rete più estesa di responsabilità a carico di 13 soggetti sia in relazione allo stesso episodio che ad altre vicende, tutte collegate all'introduzione illecita di materiale all'interno del carcere.
Oggi, martedì 12 maggio, i carabinieri di Bergamo, coadiuvati dai comandi provinciali di Monza Brianza e Lecco, dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Orio al Serio e dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Milano, hanno eseguito numerose perquisizioni e un sequestro preventivo nei confronti di diversi indagati per i reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Così, dopo mesi di analisi di tabulati telefonici e indagini, gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire come le sostanze stupefacenti venissero introdotte all'interno del carcere attraverso pacchi destinati ai detenuti, capi di abbigliamento, generi alimentari e colloqui, per poi essere distribuite all'interno dell'Istituto. Il tutto organizzato e gestito telefonicamente tra detenuti e soggetti esterni attraverso l'utilizzo di dispositivi illegali.







