Omicidio di Nicola Scarascia, tracce di sangue in auto. La scoperta nel veicolo dell’unico indagato del delitto: l’uomo sarebbe stato soffocato. Si indaga sulla morte del 52enne di Scanzano Jonico, trovato senza vita il 12 maggio.

Nell’autovettura dell’unico indagato rinvenute tracce di sangue. Resta ancora avvolta nel giallo la morte di Nicola Scarascia, il 52enne di Scanzano Jonico, nel Materano, trovato senza vita il 12 maggio nel canale di Fosso Valle dopo quattro giorni di ricerche. Il lavoro degli investigatori si sta concentrando su due tracce, all’apparenza di sangue, rinvenute nell’auto in uso all’unico indagato: un frammento del tessuto del sedile del guidatore e un pezzo di cartone nel portabagagli. Nelle scorse settimane, il pubblico ministero Annunziata Cazzetta ha disposto anche l’esame cosiddetto “stub”, per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo su alcuni reperti. Il nodo centrale del delitto continua ancora a restare il movente.

LE INDAGINI SUL MOVENTE, IL PRELIEVO DI DENARO E GLI ACCERTAMENTI MEDICO-LEGALI

Gli inquirenti, che mantengono il massimo riserbo in questa fase delicata delle indagini, stanno cercando di capire a chi fosse destinata la somma di denaro prelevata dall’uomo la sera dell’8 maggio poco prima di sparire e se quel denaro possa avere un collegamento diretto con quanto accaduto nelle ore successive. Per questo vengono meticolosamente analizzati tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e testimonianze di amici e conoscenti. Scarascia viveva da tempo in Germania con la moglie e i figli, ma era rientrato da alcune settimane nel Materano per aiutare una parente impegnata nella ristrutturazione di una casa di famiglia.