Omicidio di Nicola Scarascia a Scanzano Jonico, le indagini degli investigatori si starebbero concentrando anche su un altro uomo. Ancora da chiarire a cosa servivano i soldi prelevati e a chi dovevano andare

SCANZANO – Sarebbe prima stato fatto salire su un’auto e poi sarebbe stato soffocato. E questo avrebbe portato gli investigatori a ritenere che siano due le persone ad agire l’8 maggio scorso quando Nicola Scarascia, 52 anni, è scomparso nel nulla prima che il suo cadavere fosse rinvenuto, lo scorso 12 maggio, nel canale di località “Fosso valle” non lontano dalla stazione ferroviaria. Un rinvenimento avvenuto dopo quattro giorni di ricerche.

OMICIDIO NICOLA SCARASCIA, DUE SOSPETTATI

Sarebbero pertanto due i sospettati dell’omicidio dell’autotrasportatore di Scanzano, residente in Germania con la moglie e la figlia, che da una ventina di giorni era tornato nel suo comune natio per aiutare la madre e la sorella con i lavori di ristrutturazione della loro abitazione.Ed è proprio su queste due persone che starebbero concentrando le indagini, coordinate dal Sostituto procuratore di Matera, Annunziata Cazzetta, i carabinieri della compagnia di Policoro.Se parrebbe certo l’omicidio ancora da chiarire il contesto in cui è maturato.Scarascia sarebbe stato ucciso in un luogo che non sarebbe quello del ritrovamento. Il cadavere sarebbe stato buttato nel canalone probabilmente nella speranza che o non venisse proprio ritrovato o che la scoperta non fosse così immediata e che magari le ricerche venissero proprio sospese.